2013/2014 Le piccole cose

 

« Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.
All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità: si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.
È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.»

Peppino Impastato

 

Il senso di meraviglia che le piccole cose possono ispirarci ci ricollega alla realtà, ci permette di ritrovare quotidianamente il senso della nostra esistenza, così che camminare di mattina presto per raggiungere il luogo di lavoro, fare la spesa, innaffiare le piante, attraversare la strada, caricare la lavabiancheria, gettare la spazzatura si riprendano il diritto di essere considerati gesti di vita, azioni nel mondo, segni di un esserci, qui e ora.

E poi irrompono nella vita le piccole cose inutili, come la poesia, le passeggiate, le risate, troppo spesso dimenticate o messe da parte per mancanza di tempo e di energie, ma ugualmente vitali, capaci di ridestare la mente e il cuore e di fare aprire nuovamente gli occhi sul mondo.

Quest’anno abbiamo scelto di dedicarci alle piccole cose, abbiamo adottato una “pedagogia delle piccole cose”, che suggerisca percorsi di apprendimento a partire da ombrelli, scarpe, gessetti, mandarini, matite e arcobaleni. Riappropriarsi dello stupore e della meraviglia, a partire dalla quotidianità, è un atto politico, che dona speranza e libertà all’educazione così come alla società.

 

 

OMBRA

Le foglie

ne hanno una

che in estate appare

VERDE

"Petit onze" di Adele Cammarata