2010/2011 Alberi urbani

 

“Venne il tram, evanescente come un fantasma, scampanellando lentamente; le cose esistevano appena
quel tanto che basta; per Marcovaldo quella sera lo stare in fondo al tram, voltando la schiena agli altri passeggeri,
fissando fuori dai vetri la notte vuota, attraversata solo da indistinte presenze luminose e da qualche ombra più nera del
buio, era la situazione perfetta per sognare a occhi aperti, per proiettare davanti a sé dovunque andasse
un film ininterrotto su uno schermo sconfinato.”
Italo Calvino, "Marcovaldo"

Sulla città e sulle città è stato detto e scritto tanto, da secoli e in migliaia di lingue. Il percorso sulla città non vuole essere esaustivo, né risolutivo, bensì connesso a ciò che finora la dimensione urbana ha ispirato e aperto agli innumerevoli contributi che bambini, giovani, adulti e anziani daranno con la loro presenza, con la loro testimonianza, con la loro fantasia. Il percorso nasce da riflessione, ricerca e studio, ma anche da improvvisazione, invenzione e libertà espressiva.

Ed è così che verrà pensato durante tutto l’anno. La scelta di intraprendere un viaggio sulla città è motivato da due bisogni, nati a partire dal patrimonio di esperienze e conoscenze finora vissute nella casa-officina con le persone incontrate e i luoghi vissuti. Il percorso annuale sulla città nasce innanzitutto dal bisogno di tessere un lungo filo rosso che colleghi le differenti esperienze, le persone e gli elementi che percorreranno in un anno la piccola casa-officina e i luoghi sparsi nel mondo in cui l’associazione lascerà una traccia. Dopo il primo anno della casa-officina, ciò che abbiamo raccolto è stato talmente vasto e variegato che è nata la necessità di trovare un modo di raccogliere questo patrimonio per imprimerlo nella memoria, farlo proprio, ma soprattutto un modo per non  perderlo e offrirlo agli altri, diffonderlo e rielaborarlo con gli altri bambini e genitori che parteciperanno ai nostri percorsi, con gli altri educatori, con tutti coloro che vorranno condividere un pezzetto di casa-officina.

Gli incontri, i corsi e i percorsi, ma anche le storie che nasceranno e gli oggetti quotidiani esplorati troveranno così una base comune, un tema ispiratore, una direzione da seguire, ispirati dalla città. Il secondo bisogno che segna la scelta del percorso sulla città è quello di recuperare e riscoprire la profondità della dimensione urbana, spesso semplicemente annullata e messa da parte rispetto alla
rigogliosa bellezza della natura. Seppur circondata dalle piante e dagli alberi, la casa-officina è una realtà profondamente urbana. Ci siamo dunque chiesti cosa questo significhi, come questa caratteristica possa essere fonte di educazione e apprendimento interculturale. La crescente necessità di vivere e avvicinarsi agli elementi naturali, di rispettare con maggiore attenzione l’ambiente, di circondare i propri occhi di paesaggi verdi e acque limpide fa sorgere in noi un rifiuto generale e disprezzante verso la città in cui viviamo.

Siamo invece convinti che, se lo sguardo interculturale è davvero applicabile alla realtà intera e cosmica, è proprio da questa sensazione, da questa incomprensione con la città, che dobbiamo partire per riscoprire con occhi diversi gli spazi che abitiamo e le persone che incrociamo. L’intento è dunque quello di:

  • imparare i limiti e le contraddizioni della dimensione urbana, raccogliendo esperienze e modi di vivere la città;
  • imparare la ricchezza e la bellezza che la città ci offre, attraverso i sensi e le immagini delle persone e dei luoghi;
  • scoprire la tradizione a cui ci lega la città, attivando la memoria e l’attenzione e ripercorrendo le storie che con le persone rendono vive le strade e i vicoli urbani;
  • individuare gli elementi e i luoghi che caratterizzano la nostra città, trovando punti di vista e prospettive comuni ad altre città nel mondo;
  • reinventare la propria città, inventare città possibili, immaginare città fantastiche.

Sarà dunque la città stessa a suggerire percorsi e incontri, insieme alla letteratura, alla mitologia, alle arti visive, alla musica  provenienti dalle città del mondo e ispirate alle differenti città. L’obiettivo principale è dunque quello di nutrire uno sguardo e un sentimento nuovi nei confronti della città, per ritrovare e dare senso e valore alla quotidianità che ci circonda. La visione che caratterizza il metodo e i contenuti dell’associazione “Officina Creativa Intrculturale” si traduce proprio in un’intercultura che non parla solo di e con le “culture”, ma riconosce nelle persone e in tutti gli aspetti del mondo una complessità e una ricchezza da cui non si smette mai di imparare.