Il gruppo di lavoro

Il gruppo di lavoro della Casa-Officina è composto da professionisti nel campo dell’educazione interculturale e dell’insegnamento linguistico, con esperienze formative e professionali nazionali e internazionali, fortemente motivati nel lavoro intrapreso e in continuo aggiornamento. Le attività da questi proposte – presso la Casa-Officina, nel territorio e presso scuole di ogni ordine e grado – si basano sulla scelta di tradurre le ricerche e le competenze maturate negli anni in pratiche e linguaggi aperti a persone di qualsiasi età, di qualsiasi nazionalità, di qualsiasi livello di istruzione.

 

giuseppe rizzutoGiuseppe Rizzuto

Giuseppe è sotto il segno dei gemelli sin da bambino, ma non è colpa sua. Guardando il suo film preferito, “Grosso guaio a China town”, si è innamorato da piccolo della Cina, delle sue bellezze e dei suoi fantasmi. Oggi, ogni volta che ritorna dalla Cina, gli dicono che i suoi occhi sono sempre più a mandorla.
Ha studiato antropologia culturale perchè una sola identità non gli basta, ha ereditato l'amore per il viaggio dal padre, per l'insegnamento dalla madre. Lui ci ha messo l'incoscienza di metterli insieme con libertà. Gli piacciono i cambiamenti nella vita sua e degli altri, ha sempre la radio accesa a casa e il passo svelto per strada. È socio-sognatore dell'Officina sin dalla sua fondazione, con cui condivide tanto, a volte troppo. Ama la musica, il riposino pomeridiano e la ricotta dentro i dolci. Crede che nessuno possa fare a meno di lui tranne lui stesso, infatti ogni tanto i gemelli dentro di lui si litigano - uno in italiano e l'altro in cinese - ma si capiscono entrambi: miracoli dell'intercultura o solo fortuna?
[Curriculum]

 

 

maura-tripiMaura Tripi

Sin dall'infanzia ha mostrato i chiari segni della sua passione per lo studio e l'educazione: è arrivata alla seconda elementare a sei anni appena compiuti, a sette anni componeva poesie dedicate al fratello nascituro e a otto insegnava inglese ai nonni materni - con scarsi risultati. Ha conseguito con eccellenti risultati lauree e Master in Antropologia, Semiotica, Studi Interculturali e Pedagogia in diverse Università italiane, ma la cosa che ama di più fare è toccare la terra e abbracciare gli alberi.
Da anni si occupa di infanzia, narrazione e plurilinguismo in Italia, in Europa e in Cina. È tornata a Palermo nel 2008, con l'impegno e la determinazione di creare un progetto di vita ed educazione che porti alla città speranza e rinnovamento. Ha co-fondato le associazioni “Officina Creativa Interculturale” e "La piccola Officina" e coordina 24 ore su 24 il centro “Casa-officina”, dove si sperimentano percorsi di educazione interculturale e plurilinguismo e si cercano nuovi modi di stare insieme e convivere. Nei suoi frequenti viaggi, incontra spesso l’elefante Elmer e il drago Aidar.
[Curriculum]

 

 

Antonio ArcidiaconoAntonio Arcidiacono

Laureato in Lettere classiche a Catania – “città dalle tante fontanelle” – con una tesi di laurea sulle rotte di scambio greche, si sta specializzando a Palermo – “città dalle zero fontanelle” – in Scienze dell’Antichità. Animato da interessi molteplici e da un grande spirito adattativo, ha partecipato come volontario al Festival della Letteratura a Mantova dall’anno 2004 all’anno 2006, ha frequentato un corso teatrale presso l’Università di Catania dall’anno 2006 all’anno 2008 e si è sciolto sotto il sole d’Agira in occasione di una campagna di scavi promossa dall’Associazione di Volontariato Sicilia Antica nell’agosto 2008. Originario di Lentini, desidera inaugurare in città un centro educativo e ricreativo estivo per bambini, studenti e genitori. Collabora con l’Officina Creativa Interculturale dall’anno 2010 nella progettazione e realizzazione di laboratori di educazione interculturale e incontri di narrazione e nella sperimentazione del gioco come strumento di formazione libera e creativa. Ama la storia antica, la mitologia greca, nuotare e andare in bici, scrive poesie in rima e lo appassionano i giochi di ruolo.
[Curriculum]

 

 

Matilde BuccaMatilde Bucca

Dicono sia deliziosa, ma il sospetto che l’informazione possa non bastare porta a fornire precisazioni ulteriori. Ebbene... laureata in Beni Demoetnoantropologici con una tesi di laurea sui riti che la Comunità Tamil di Palermo celebra quando le bambine diventano signorine, ha avviato con altrettanto interesse la specializzazione in Antropologia culturale e etnologia. Ha realizzato ricerche sul campo un po’ qui e un po’ lì, sotto il sole e la pioggia, sempre in compagnia di quattro amici antropologi con i quali sogna di lavorare ancora. Ha pubblicato sull’Archivio Antropologico Mediterraneo e… mamma mia! È  ancora un’emozione! Ha partecipato a corsi di formazione sul teatro come strumento di educazione creativa e sul confronto interculturale, ha condotto laboratori di Educazione interculturale e Arti teatrali nell’ambito di progetti scolastici, ha svolto un tirocinio formativo e attivo nella Casa-Officina sperimentando maniere lente, partecipate e condivise di imparare... A un certo punto il sogno di un’amica l’ha abbracciata (tanti bimbi! tutti i giorni!), un sogno che è diventato anche il suo (pure del suo papà, della sua mamma, di sua sorella, del suo cane…) e che piano piano si trasforma in realtà. Ama leggere, scrivere, viaggiare (pure tra le nuvole) ed esplorare (finanche in fondo al mar!), le piacciono i sonagli e la diverte giocare a nascondino.
[Curriculum]

 

 

Con noi troverete:

 

yizhang zhuYizhang Zhu - 朱翊彰

Se qualcuno gli chiede quanto è lontana l’Italia dalla Cina, lui risponde: la distanza da ciò che è sconosciuto al familiare, dalla paura all'amore. Nel 2010, dopo la laurea in Cina, spinto da un sogno, dalla visione del futuro, dalla passione per la musica, ha lasciato i genitori, ha lasciato la sua terra natale ed è arrivato in quel luogo famoso nel mondo per l'arte... Il primo anno in Italia è passato accompagnato dalla solitudine, al Conservatorio a studiare o in una piccola stanza in affitto, senza famiglia, senza amici, senza dire neanche una frase completa in italiano. Quando ha incontrato la Casa-Officina, la sua vita ha cominciato ad arricchirsi. Nella Casa-Officina le parole italiane sono diventate frasi, dapprima “muto” ha poi imparato ad esprimere in italiano le sue idee e il suo sogno. Ora lui è parte della Casa-Officina, dove insieme si discute di culture e persone, dove insegna la lingua cinese e dove ha supportato nell’organizzazione del primo Festival di Cultura Cinese. L’impegno è quello di lavorare affinché gli italiani conoscano meglio la cultura cinese e i cinesi in Italia possano sentirsi di più a casa. In Italia e nella Casa-Officina, Yizhang non ha dimenticato il suo sogno del canto lirico. Così allora vuole essere descritto: se il canto è la sua seconda vita, allora la Casa-Officina è quel ponte tra il suo sogno e l'Italia.

如果有人问他,从中国到意大利有多远的距离,他会说:那是从陌生到熟悉距离,从恐惧到深爱的距离。2010年,他在中国大学毕业以后,背负着对梦想的期盼,对未来的憧憬,对声乐艺术的热爱,离开父母,离开家乡,来到了这个世界闻名的艺术之都...意大利。

在初到意大利的一年时间里,他几乎除了在音乐学院的学习,就是待在那间租来的房间里,没有家人,没有朋友,在那一段连一句完整的意大利语都不会说的日子里,他只有与孤独和寂寞相伴。直到他认识了GIUSEPPE,结识了欧飞中国文化协会,他的生活开始慢慢的充实起来,在这里他的意大利语从一个个单词到完整的句子,从一个‘哑巴’到可以完整的用意大利语表达自己的意愿。

现在他已经是欧飞中国协会的一员,他们一起讨论中国文化,讨论中国人在意大利所面临的问题,讨论如何才能让意大利人了解真正的中国,他们一起教中文,一起帮助意大利的中国人解决问题,一起举办中国文化节让意大利人更深入的了解中国文化,让在意大利的华人也能在中国年的时候有一份家的感觉。这一切都是如此的美妙,他从没有忘记他的声乐梦想,如果说声乐是他的第二个生命,那么欧飞中国就是搭建起他和意大利梦想的一座桥梁。

 

elisa galbuseraElisa Galbusera

Elisa da piccola sognava di vivere sugli alberi: aveva letto la storia di un certo barone rampante e ne era rimasta affascinata. Aveva persino disegnato un progetto del suo rifugio sospeso: un lettino, una mensola con qualche libro e un seggiolino rosso sul ramo più alto per osservare lontano. Elisa giocava alla guerra in giardino, con i suoi amici faceva una tacita gara a chi si sbucciava di più le ginocchia e metteva spesso alla prova le sue capacità attraverso prove di coraggio al limite del pericolo. A Elisa piaceva molto anche andare a scuola, ma a volte si sentiva come Prisca nelle pagine di “Ascolta il mio cuore”: ostile nei confronti delle sue insegnanti, di cui non sopportava proprio alcuni comportamenti. Diventata grande però, si è accorta che una delle sue più grandi passioni era diventata proprio l'educazione e che era finita a ricoprire il ruolo, quello di insegnante, verso cui le protagoniste dei suoi romanzi preferiti e lei stessa avevano spesso mostrato avversione. Da allora si è fatta una promessa: avrebbe cercato di diventare una maestra a misura di ragazzo e bambino, cercando un incontro sincero e non mediato da cattedre e autoritarismi. Ha quindi studiato e viaggiato molto per entrare in contatto con quei metodi educativi che la potessero stimolare in questo. La Casa-Officina per il momento è la sua ultima tappa e, anche se a volte Elisa nasconde ancora qualche graffio sulle ginocchia, frutto di scampagnate in montagna o giochi nei campi, lavorando qui riceve costantemente stimoli di grande ispirazione!
[Curriculum]

 

vanessa arancioVanessa Arancio

Segreteria e Comunicazione

 

 

 

 

serena zappiaSerena Zappia

Mentore SVE

 

 

 

 

 

paola cecchettiPaola Cecchetti

Educatrice Spazio Gioco