2018/2019 Di cotte e di crude

 

Raccogliersi insieme attorno al fuoco per raccontarsi storie è un modo millenario per creare comunità. Raccogliersi intorno alla tavola per condividere un pasto è un modo quotidiano per ricordarsi di essere comunità. Il legame tra esseri umani e cibo è primordiale e profondo: il cibo non è solo legato alla sopravvivenza, ma assume anche un forte valore simbolico e culturale. Dalla prima poppata al seno del neonato alle tavole imbandite per commemorare i morti, l’intero ciclo di vita è segnato da alimenti e ricette che variano nei diversi luoghi del pianeta.

Quest’anno si esploreranno il cibo e le ricette, la tavola e la cucina come strumenti per viaggiare nelle storie, nei miti e nelle tradizioni che raccontano i luoghi, le epoche e le vite delle diverse parti del mondo. A cominciare dalla città di Palermo.

Una città viva è fatta di profumi e sapori, è fatta di case dalle cui finestre si spargono odori sulla strada, di mercati pieni di voci e colori. Le storie cotte raccontano tutto ciò. Accanto a loro, si incontreranno anche le storie crude, che raccontano della povertà, delle migrazioni, dello spreco alimentare, delle differenze tra chi ha troppo cibo e chi non ne ha abbastanza.

Immersi nella complessità e nella ricchezza culturale della città, grandi e piccoli si porranno domande, formuleranno ipotesi, acquisteranno nuove conoscenze, si trasformeranno nella prospettiva di divenire cittadini attivi e abitanti consapevoli.

 

"La cipolla" di Wisława Szymborska

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

 In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.

In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

 

Thank for sharing!